Il dandismo compie duecento anni e li celebra con gli stessi fasti degli esordi, nel museo dedicato al Christian Dior a Grenville, luogo di nascita del couturier francese.Dandysmes 1808-2008, de Barbey d’Aurevilly à Christian Dior in cartellone fino al prossimo 21 settembre, infatti, è una divertente mostra su quello che è stato non solo uno stile di moda ma un vero e proprio modo di guardare il mondo. Quest’anno corre infatti il bicentenario della nascita di Jules Barbey d’Aurevilly lo scrittore che per prime coniò il termine dandismo nell’omonimo testo « Du dandysme et de Georges Brummel ». Da lì fu come un fiammifero e prese fuoco un’intera epoca. Oscar Wilde, Honoré de Balzac, Charles Baudelaire ne tennero alta la fiamma consegnandola alle generazioni future da Sacha Guitry a Jean Cocteau, Alexis de Redé per arrivare alla rockstar David Bowie. Dandy non era solo il tipo di tessuto, la scarpa stretta, il pantalone fino, il baffo curato ma tutti questi particolari insieme e un certo modo di porsi nel mondo, ben illustrato nei tre piani dell’esposizione. Scorrono così le vetrine con i volumi d’epoca sull’argomento e gli accessori e gli abiti appartenuti a chi fu dandy nell’anima e per professione.Curiosa poi la speciale retrospettiva inclusa nella mostra e dedicata ai profumi, vera essenza dell’epoca. Dall’acqua di colonia di Napoleone a “Vol de nuit” che Guerlain produsse come omaggio al padre de Il piccolo Principe Antoine de Saint-Exupéry. E ancora dal Blenheim Bouquet di Penhaligon’s fragranza usata da Winston Churchill fino all’Eau Sauvage di Christian Dior. Perchè in fondo non solo il dandismo non è morto ma è vivo e vegeto in un’alta moda che, in tutte le sue forme, sfida continuamente il mondo con elegante impertinenza.
Non è compito mio difendere il giornalismo, la sua esistenza si giustifica da sè alla luce del principio di Darwin sulla sopravvivenza e l'evoluzione della specie (Il critico come artista, O.W.)
Le prostitute sono più vicine a Dio delle donne oneste: han perduto la superbia e non hanno più l'orgoglio. Non si gloriano di quel nulla di cui la matrona si onora. Posseggono l'umiltà, pietra angolare delle virtù gradite al Cielo. (Anatole France)
Passa la bellezza nei tuoi occhi neri, scende sui tuoi fianchi e sono sogni i tuoi pensieri... Venezia "inverosimile più di ogni altra città è un canto di sirene, l'ultima opportunità ho la morte e la vita tra le mani coi miei trucchi da vecchio senza dignità: se avessi vent'anni ti verrei a cercare, se ne avessi cinquanta, ragazzo, ti potrei comprare, a sessanta, come invece ne ho ti sto solo a guardare ... Passa la bellezza nei tuoi occhi neri e stravolge il canto della vita mia di ieri; tutta la bellezza, l'allegria del pianto che mi fa tremare quando tu mi passi accanto... Venezia in questa luce del lido prima del tramonto ha la forma del tuo corpo che mi ruba lo sfondo, la tua leggerezza danzante come al centro del tempo e dell'eternità: ho paura della fine non ho più voglia di un inizio; ho paura che gli altri pensino a questo amore come a un vizio; ho paura di non vederti più, di averla persa... tutta la bellezza che mi fugge via e mi lascia in cambio i segni di una malattia. Tutta la bellezza che non ho mai colto, tutta la bellezza immaginata che c'era sul tuo volto, tutta la bellezza se ne va in un canto, questa tua bellezza che è la mia muore dentro un canto.
Un Manhattan lo agiti a tempo di fox trot , un Bronx a tempo di two steps , il Martini lo accarezzi sempre a tempo di valzer, ma il Negroni, il Negroni di stronca comunque e dovunque tu lo colpisca come sul ring: a volte superi il secondo match, ma la terza campana vai fatica ad udirla
Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo, e questo rende fatale il rapporto